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Lilith è così bella

18 Maggio 2008

 

 

Lilith è così bella, segno con un dito i lineamenti del suo volto mentre giace addormentata sul suo letto. Sono appena rientrata da un’ennesima notte di caccia. Strana atmosfera, anche in casa. La stanza è illuminata solo dalla luce dell’insegna del There’s No Heaven, appena fuori dalla finestra. La musica del locale penetra sin dentro la camera. Mi sdraio accanto a Lilith. Il ritmo del suo respiro guida le mie dita nel tracciare linee invisibili sul suo volto, mentre l’accarezzo. Mi rilassa osservare le dolci e pacate espressioni del suo viso; ma c’e’ anche qualcosa di inquietante e misterioso in lei. Non so fino in fondo chi sia e neanche da quanto tempo faccia parte della mia vita. Potrei dire, da sempre. Grazie anche a Shadow, che deve avermela presentata tempo fa. Ma il ricordo dell’incontro con lei si perde nell’oblio della mia memoria, che a tratti sembra aver cancellato parti essenziali della mia vita precedente alla scomparsa di Shadow. Cancellato, offuscato, contaminato attraverso quei sogni psichedelici che sempre più mi ritrovo a vivere. Ho imparato ad entrare in contatto con Lilith, a sentire la sua voce dentro di me, a percepirne la potente energia ESP. Eppure ancora molto di lei rimane avvolto nel mistero, come se ci fosse un segreto in lei, per me impenetrabile. Come impenetrabile è la sua dolce particolare sessualità, fatta solo di contatti mentali e carezze. Accarezzo adesso le sue labbra carnose. Quante volte ho avuto voglia di baciarle; ma con lei no! Con lei non si può: è una meravigliosa creatura il cui segreto più profondo resta per me inviolabile. Chiuso, nascosto, dentro di lei. Oltre quello sguardo, in cui riesco a perdermi ma sempre e soltanto nel modo in cui vuole lei. Sempre e soltanto guidata da lei. E solo fin dove vuole. Percorro il contorno delle sue labbra, lasciandomi guidare dal ritmo del suo respiro. Poi, la mano scende, in una lieve carezza, sul collo…fino a raggiungere il suo seno che rimane appena coperto dal lenzuolo. Le sfioro i capezzoli, piccoli e morbidi. Inizio ad eccitarmi un po’ ma so che non andrò oltre. Non posso farlo. Mi avvicino con le labbra al suo collo, annusando l’esotica fragranza della sua pelle. Continuo a sfiorarla lievemente. Accarezzandola nel modo che so piacerle. Quel modo che lei mi ha insegnato, nelle sue danze delicate e misteriose al chiarore della luna, in tante notti passate insieme. Socchiudo gli occhi, per un’istante. Ma, d’improvviso, sono costretta a riaprirli, avvertendo l’energia di Lilith penetrare in modo repentino dentro di me. E la sua mano, adesso, stringe forte la mia. In modo deciso e risoluto. Diversamente dal solito. Molto diversamente. Mi sollevo appena, fissandola in volto. I suoi occhi sono spalancati e nelle sue pupille riesco a intravedere riflessi purpurei. Continuo ad osservarla, per poi sussurrare: "Cosa succede, piccola? Sono io…" Accenno una carezza, per tranquillizzarla; ma lei scatta a sedere sul letto e afferra l’altra mia mano, liberando altra energia. Potente ed improvvisa, come una scarica di adrenalina che mi attraversa le vene facendomi rabbrividire. Non riesco a muovermi, la sua energia mi pervade. Sento che Lilith inizia a leggermi dentro e non posso contrastarla. La sua voce risuona dentro di me: "Vieni con me!" E io la seguirò, certamente, come ogni volta. Attraverso il nuovo viaggio che mi sta proponendo di fare insieme a lei. Ma stavolta il contatto è stato diverso, troppo diverso. Poi, d’improvviso, mi trovo davanti al There’s No Heaven. Pioggia incessante, come al solito. Tuttavia le vie di Drone sono deserte, troppo deserte. Dal locale non proviene alcun rumore, sembrerebbe chiuso e tutto sembrerebbe deserto attorno a me. Varco comunque la soglia del locale e mi aggiro intorno a palco e bancone del bar….vuoto….silenzio. Eppure, percepisco delle presenze, nel buio, attorno a me. Mi avvicino alla scalinata, conosco bene questi spazi e non ho difficoltà a muovermi nell’oscurità che mi avvolge. Inizio a salire, mentre alcune luci psichedeliche si accendono d’improvviso e sembrano tracciare un percorso, guidandomi con la loro scia colorata. E’ verso il corridoio, in cima alla scalinata, che mi sento attratta. Sento la voce di Lilith risuonare dentro di me, mi guida verso quella direzione. Non ci sono dubbi. Mantengo il contatto con lei e, sicura, continuo a muovermi verso il corridoio. Musica, d’improvviso. La musica del locale che conosco bene impazza tutt’intorno mentre la solita folla di persone lo anima. Tutto sembra riprendere l’aspetto consueto. Solita notte, al There’s No Heaven. Osservo bene al di sotto di me, il palco su cui Tiffanny sta danzando mezza nuda, sorridendo maliziosa ad alcuni clienti seduti sui divanetti. Ceyra serve  loro delle bevande, muovendosi sinuosa tra poltroncine e tavolini. Al bancone del bar, Sam intrattiene alcuni avventori servendo loro birra e superalcolici, mentre Jade si dà da fare accanto a lui. Già, tutto sembra normale. Tutto sembra procedere al solito modo. Stessa storia di sempre. O, forse, no. Adesso, senza indugio, inizio a percorrere il corridoio. Le porte sono tutte chiuse, aldilà di esse provengono mugolii e risatine segno che alcuni clienti si stanno divertendo con le ragazze del locale. Una porta, in fondo al corridoio, è socchiusa. Una porta che non ricordavo ci fosse. Una porta verso cui mi sento decisamente attratta. La raggiungo, voglio entrare. Ma quando sto per farlo, è allora che sento una forte energia provenire da dietro di me e mi sento sbattuta d’improvviso contro il muro alla mia sinistra. Un forte colpo, cado a terra e vedo soltanto buio attorno a me. Devo riaprire gli occhi, cerco di farlo. Ma sento qualcuno che mi costringe ad alzarmi, strusciando contro il muro e sbattendomi con forza contro di esso. Qualcuno mi induce a girarmi, faccia contro il muro e adesso sento le sue mani scivolare tra le mie cosce e il suo respiro sul collo. Non capisco cosa stia succedendo e neanche che fine abbia fatto Lilith. Non riesco a sentirla, non più. O forse la sento ancora ma in modo diverso. La mano risale lungo le mie cosce, fino a toccare il mio sesso. Poi si muove lateralmente, cercando di raggiungere la mia pistola, assicurata alla cintura della tuta in pelle. Capisco che si tratta di una donna e che è qui per me. Capisco anche che devo liberarmi, percepisco qualcosa di sinistro e il mio istinto di sopravvivenza è decisamente allertato. Mi divincolo con forza e spingendo forte con il bacino contro il suo riesco a voltarmi e a liberarmi dalla sua presa, sferrando un calcio all’indietro che porta la ragazza a sbattere contro il muro opposto. Mi guarda, non sembra scomporsi più di tanto. Si lascia guardare, senza fiatare. Ha una benda sull’occhio sinistro. Sorriso beffardo che increspa quelle labbra carnose che io conosco bene. Nel suo sguardo, sfumature purpuree. Ha un corpetto nero stretto in vita e una gonna nera svasata. Scarpe nere di pelle lucida con tacco alto. Non sembra armata. Sorride, mi guarda. Ha un’aria di sfida. Sorride ed è Lilith. Non ho dubbi, è proprio lei. O così sembra. D’improvviso, mentre mi avvicino ancora un po’ a lei, sento la sua voce. Già, la sua voce, per la prima volta. "Mi hai trovata, alla fine!", dice con tono mellifluo e voce roca, sensuale. "E adesso vuoi il mio segreto!", ridacchia senza abbassare lo sguardo per un solo momento. "Ma ci sono verità che ci cambiano per sempre, Mooney. Lo sai questo?" Si passa un dito sulle labbra e accenna un passo verso di me. Indietreggio, appoggiando la mano sulla pistola, come intimandola di non avvicinarsi di più. Scuote la testa e aggiunge ancora: "Già, ci sono verità che possono costarci davvero molto care, Mooney!" Mi guarda, adesso. Bella, è bellissima. Proprio come Lilith e come lei si muove in modo aggraziato e sensuale, ma ha un’espressione in volto molto più risoluta e una luce diversa nello sguardo, che la benda sull’occhio rende ancora più misterioso. "Sei dunque pronta a rischiare?", dice muovendosi verso la porta che avevo tentato di varcare poco prima. Ed è allora che la indica con una mossa decisa della mano, l’indice della destra dritto verso di essa: "Là, Mooney!". Solo questo dice e a questo punto mi sorride, invitante. Ma sento che non posso fidarmi, sebbene le sue parole mi abbiano lanciato un’eccitante sfida, alla quale difficilmente riuscirò a sottrarmi. Lei mi osserva, adesso. Attende le mie prossime mosse. A tratti sembra proprio Lilith, ma ho sentito dei rumori metallici, qualcosa che mi porta a pensare possa essere un cyborg, però non riesco ad analizzare la sua natura. Come uno schermo me lo impedisce e sono confusa, non riesco bene a capire cosa stia accadendo. "Cosa vuoi da me?", dico senza muovere un passo verso di lei e pronta ad usare la mia arma. Nessuna risposta. Allora ripeto, stavolta chiamandola per nome: "Lilith, cosa vuoi da me?" E’ a questo punto che lei, dapprima muove alcuni passi verso la porta, poi con un tono di voce ancor più roco mi dice: "Domanda sbagliata, tesoro! Se proprio vuoi, dovrò mostrartelo!" E’ un attimo, sento tutta la sua energia pervadermi, è un’energia forte e potente. Un’ondata di calore in tutto il corpo. Una forza che annienta la mia volontà. E decide per me. Infatti, adesso mi avvicino alla porta ed essa si spalanca rivelando una grande voragine buia. Sto per muovermi verso di essa, ma sento che la ragazza mi afferra da dietro all’improvviso e non so bene con quale intenzione. Sento anche diminuire l’energia che mi stava pervadendo e riesco quindi a ribellarmi alla presa; mi divincolo e cado all’indietro sopra di lei. Entrambe a terra, ma riesco a voltarmi e a sedermi sopra di lei a cavalcioni, immobilizzandone le mosse. Cerco ancora di concentrarmi e richiamare a me la vera Lilith, ma a tratti penso che la vera Lilith sia proprio questa sotto di me e che tutto questo non sia uno dei miei soliti viaggi mentali, insieme a lei. La ragazza inizia a graffiarmi la schiena, cerca di liberarsi ma è come se non riuscisse più a controllare la mia mente. O forse neanche era stata lei a farlo. Sento le sue unghie sulla schiena. Dolore unito alla percezione ancora di suoni metallici. Respiro a fondo, blocco le mani della ragazza con forza. La guardo negli occhi ed è come se riuscissi ad entrare, per un momento, nella sua mente. Sono io a farlo, stavolta. Sono io che voglio farlo. "Lilith, cosa sta succedendo?" Vado alla ricerca del contatto, con lei. Dentro di lei. Intanto sento come una voce, che corrisponde poi alla mia intenzione, visto che già ho messo mano alla pistola. "Fallo, Hunter! Fallo! Devi farlo. Adesso!" Sì, ho un cyborg tra le mie mani. Una fottuta cyborg che vuole farmi la pelle. Ma questo cyborg ha un aspetto così familiare. Il punto è che non c’e’ tempo per pensare. Sono Hunter, la Cacciatrice. E tu sei una fottuta cyborg, Lilith. Niente di più. Lilith? C’e’ un margine di possibilità che io possa uccidere lei o che uccidendo questa ragazza io faccia il suo gioco, che forse non è così chiaro per me. Mi perdo in questi pensieri, ma è solo una prospettiva mentale perchè in realtà tra l’istante in cui mi sembra di entrare nella mente della ragazza e il momento in cui messa mano alla pistola, faccio scattare il pulsante che pianta l’elettrodo all’altezza del suo petto, non passa che un attimo. Un attimo, e dopo solo odore di plastica bruciata e relè che girano a vuoto. Una voce risuona nella mia testa, sembra la voce di Lilith: "Perchè?…" Come un sussurro…"Perchè, Hunter? Perchè?" Non so, è ciò che d’istinto sono riuscita a fare. Forse, perchè sono una Cacciatrice. Questa è la mia natura. Ora e sempre. Forse davvero per la mia sopravvivenza potrei farlo. Cosa sono il bene e il male? Non lo so. Io non posso saperlo. Sono una Cacciatrice e solo la fame di vendetta, sangue ed adrenalina mi muove. "No, Hunter….Non è così!" Ancora la voce di Lilith…"C’e’ un perchè e tu lo scoprirai!" La voce, adesso la sento risuonare dentro di me. Buio, silenzio….Buio….Silenzio…."Lilith, ci sei!" Sì, sei qui con me e sento il tuo respiro che guida le mie dita nell’ accarezzare la tua pelle, qua accanto a me. Apro gli occhi. Tu sorridi. Sorridi e accenni una carezza sul mio volto, come se volessi ringraziarmi anche se non so bene di cosa. Come non so se posso fidarmi. Ma so che se in tutto questo esiste un senso, io lo scoprirò. Fino alla fine, costi quel che costi. E tu Lilith verrai a fondo con me. O risalirai la cima insieme a me. Unite, in un unico destino. Protagoniste di un disegno che si delinea sempre più giorno dopo giorno. Attraverso linee fatte di sangue e adrenalina.

  1. 27 Maggio 2008 a 16:11 | #1

    questo tuo racconto.

    languido nell’inizio.

    potente nel finale.

    sempre attraversato da un’autostrada di sensualità.

    leggendolo la mia mente si é fatta un giro verso i miei universi paralleli…

    e adesso come faccio ad atterrare…???

    one

  2. 28 Maggio 2008 a 13:29 | #2

    Andare a fondo insieme o risalire entrambi: bel dilemma.

    Ma d’altronde la vita si deve vivere.

    E in due ….

    Mi chiedo quindi quanto di speranzoso ci possa essere in una visione di questo tipo e quanto di melanconico, struggente rimpianto per qualcosa di perduto.

    Lay

  3. 29 Maggio 2008 a 11:15 | #3

    Ciao Pen, bentrovata!

    Secondo me a volte è importante tocare il fondo insieme per poi risalire mano nella mano!

    Altre volte, purtroppo non è così ma non è detto che si anneghi:-)…sono sempre ottimista!

    Un caro saluto, A.

  4. andreapac
    29 Maggio 2008 a 18:08 | #4

    Che avvincenti momenti racconti.Stimolano fantasie delicate e dolci, un sussulto dell’anima racchiuso in un sentire la presenza.

  5. 29 Maggio 2008 a 22:08 | #5

    Hai mai pensato di pubblicare qualche tua storia?

  6. 1 Giugno 2008 a 18:24 | #6

    Ciao Pen!! Scusami per il ritardo con cui passo a trovarti, ma anche oggi la fretta mi porta ad un veloce passaggio da te! Grazie come sempre delle tue parole: la voglia di realizzare i miei sogni mi spinge sempre verso l’ignoto e questa mia ingenuità non sai quanti casini mi ha già procurato! Ma finchè potrò, ci proverò sempre! Un bacione e buon fine settimana lungo!

  7. 5 Giugno 2008 a 17:57 | #7

    Rieccomi da te … non immagini quanto mi manchi il tuo scrivere quando gli impegni mi tengono lontani dal tuo blog… Ma la mia mente è sempre libera di visitare Drone … ed i suoi abitanti…

    Baci,

    Ale – Tra Cuore e Mente.

  8. 12 Giugno 2008 a 13:47 | #8

    Ciao cara Pen, passo veloce per lasciarti un saluto ed un sorriso dopo una lunga assenza. Prometto che tornerò a leggerti appena possibile! a presto dal vento

  9. 17 Giugno 2008 a 16:05 | #9

    Ciao Pen,
    passo per un saluto veloce, ultimamente sono stato un po assente, devo recuperare…
    Un saluto Menco

  10. 19 Giugno 2008 a 14:42 | #10

    Ciao Pen… Sono tornata su Drone…

    Manco da tanto tempo ormai… (anche tu però non scherzi, dove sei finita????)

    Non ho neanche più parole per giustificare la mia latitanza…

    Ho scritto un post che forse potrà farti capire come sto… Se ti va, passa da me… per leggere… e per lasciarmi una dose doppia di coccole, ne ho proprio bisogno…

    A presto e naturalmente, baci e coccole anche per te…

  11. 24 Giugno 2008 a 7:41 | #11

    Ciao Pen,

    si sta svolgendo un simpatico torneo tra bloggarole folli…

    Se ti va passa da me e troverai la strada per votare!

    Bacio, A.

  12. 24 Giugno 2008 a 14:15 | #12

    in ferie?

  13. 29 Giugno 2008 a 16:59 | #13

    Ehi Pen???

    Guarda che ci manchi… ;-)

    Un Abbraccio,

    Ale – Tra Cuore e Mente.

  14. 29 Giugno 2008 a 22:37 | #14

    Non ho dimenticato le tue carezze!!!

  15. 12 Luglio 2008 a 3:19 | #15

    Manchi da tanto..troppo tempo..

    SOno troppi i tuoi silenzi..troppo poche le tue carezze..

    Io ti aspetto..

  16. quentin
    15 Luglio 2008 a 19:58 | #16

    dove finisti??

  17. 16 Luglio 2008 a 16:00 | #17

    Mi spaventa un pò questo tuo silenzio…

    Mi fa male la tua mancanza…

    Torna presto Pen… Please!

    PS mi sono permessa di dedicarti un premio sul mio blog.

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