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Io sono ciò che sono e ora ritorno

8 Aprile 2008

 

La piccola gatta dorme nuda al mio fianco. Porto i suoi graffi sulla schiena, ma non sono che una falsa imitazione dei tuoi che ho nel cuore e che non voglio rimarginare. La mia mente vaga in questo attimo infinito e ti raggiunge. Con le dita sfioro l’idea di te, mia Mooney. Mirja dorme ignara al mio fianco, o almeno così credo. Come tutte le notti mi levo nella luce delle due lune e vago nudo per la casa in cerca di eco di te, che mi ricongiungano ad un tempo diverso ancora presente. Questi palazzi bassi dal colore della calce di notte assumono un colore azzurrino, argentato. Un’increspatura nell’aria sovrasta la valle, un’increspatura nello spazio-tempo di cui ben conosco forma e origine. Come tutte le notti mi levo dal letto e nudo vago per la casa, le due lune colorano d’argento e d’azzurro il pavimento. Mi avventuro sui loro raggi in cerca di un sogno. Brividi sulla mia pelle il tocco di te. Uno specchio un ponte fatto di scale fatto di affanni fatto di passione e desiderio. Ti vedo entrare mia Mooney. Attraversi lo specchio e ti proietti verso di me. Vortici di vita e di irrealtà sostengono il tuo passo, spirali sospese nell’aria densa di premonizioni finchè non giungi a me. Non pensi non sai arrestarti. Sento la tua pelle strusciarsi contro la mia. Sei tu la gatta che ho sempre desiderato che desidero da sempre. Sei tu la felina cacciatrice che amando sa uccidermi e ridarmi la vita. I tuoi denti affilati penetrano nel mio collo mentre i tuoi capezzoli induriti dall’eccitazione premono sul mio petto. Le stelle ci sono testimoni ed io non sento il basso ronfare soddisfatto di Mirja sul letto. La mia lingua segue la curva del tuo collo fino a che la mia bocca è sul tuo seno. Ti lecco ti mordo sento i tuoi gemiti di piacere e di dolore. Scendo, scendo ancora, scendo fin giù fino a che la mia testa non è in mezzo alle tue gambe. Il tuo sesso nudo mi reclama, il tuo succo di donna ha il gusto profondo della tua selvaggia sensualità, della tua voglia. Non esisti che tu e le tue labbra aperte in cui guizza la mia lingua. Un giorno mi fu insegnato che gli occhi emettono energia, e che se stai attento la puoi sentire sulla premere sulla nuca. Occhi viola con pagliuzze gialle che sembrano danzare mentre seguono i nostri movimenti. Io però sento solo le tue unghie che marchiano a sangue la mia schiena i tuoi gemiti mentre ti prendo con forza e ti penetro. Il mio sesso entra con foga dentro di te e tu senti il mio seme riempirti … solo questo sentiamo nell’amplesso. Il gemito si trasforma in urlo e in quel momento sei qui sei qui con me poi in un attimo il varco si richiude con rumore di vetri spezzati e tu ricadi dall’altra parte dello specchio. Solo allora mi rendo conto di qualcosa che non va…un basso miagolio: "Troppo tardi, stronzetta! Ora so chi sei so come trovarti". Poi nulla torna il silenzio, Mirja dorme nel letto i capelli scomposti sul lenzuolo. Faccio solo in tempo a vedere pagliuzze gialle che trascolorano nel buio. Io che sono un regista di vite, io che su questo pianeta ai confini dell’universo conosciuto ho trovato riparo dalla lama del mio assassino non ho potuto evitare questo sguardo malefico. Ma ormai questo non ha più importanza perchè ora torno a pretendere il mio posto. Guardo le mie mani guardo le mie stelle: il rosso del Fuoco il bianco della Luna. Io solo ho il potere di servirmene, perchè io sono ciò che sono. A lungo ti ho osservata mia Mooney. A lungo ho mosso le pedine ai margini del tuo cammino. Molte delle tue ferite portano la mia firma. Ora protendo le mani. Sei viva, non ti ho creata come cyborg. Sei viva e porti il fardello della libertà. Già grande è il potere che risiede in te. Ora protendo le mani e lascio che il pulsare della stella rossa entri in risonanza con quello della stella bianca. Mooney conosci la strada per giugnere ed io la conosco per tornare. Dilato lo spazio, divoro il tempo. La materia si disgrega in strani riflessi che sembrano diffondersi ai margini del campo visivo. La ragione scompare in pochi secondi, lasciando nell’aria solo una scia di polvere dorata, occhi viola con pagliuzze gialle che danzano maligne prima di svanire nel nulla. Non posso farci nulla non posso fermarti Usja so che che mi seguirai, so che passerai con me attraverso il varco che sto per creare. Mi segui come l’unica ombra sul muro del mezzogiorno. Come un sogno insidioso che ti si appiccica addosso nell’ultimo attimo del sonno. Io ora torno a pretendere il mio posto. So che la vita non rispetta il copione, ma io ora ritorno. Hai grandi poteri in te piccola Mooney, mia feroce cacciatrice. Sei entrata nello specchio da sola e mi hai raggiunto. Io ora protendo le mani e con un solo tocco ricopro di onde di probabilità la superficie che riflette la tua realtà. Schizzi di assurdità si riversano contro la cornice dello specchio che non li sa più contenere. Io ora attraverso lo specchio e dolce e terribile torno a respirare l’aria pesante di Drone. Fuori piovono goccie da un cielo di piombo. Casa! Tu senza fiato sei lì nuda, sbattuta a terra. Frammenti di realtà intorno a te. Mi guardi con gli occhi sbarrati ma mi confondi con uno dei tuoi sogni psichedelici, con la proiezione del tuo desiderio. Un’ombra mi segue, solo una piccola traccia nell’aria, pagliuzze gialle, una sensazione fredda e sgradevole che subito dilegua.

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  1. 16 Aprile 2008 a 18:21 | #1

    Storie di Drone, storie di te! Sublimi desideri di sesso tra sogno e realtà.

  2. 17 Aprile 2008 a 17:32 | #2

    E’ proprio vero, nonostante tutto alcuni graffi che abbiamo sul nostro povero cuore martoriato non possiamo e non vogliamo proprio cancellarli. Meglio portarli per sempre con noi, magari anche coccolarli e, sapendo che sono lì, andare comunque alla caccia di chi possa, anche solo per un attimo, farceli dimenticare. Grazie dei tuoi passaggi da me, i tuoi commenti riescono sempre a farmi pensare, a riflettere su come siamo strani e spesso indecifrabili. Un bacione

  3. 18 Aprile 2008 a 11:59 | #3

    Ciao pen!

    credo che ti piacerà questo video trovato su youtube
    http://www.youtube.com/watch?v=QgMOSB5yg_4

    un abbraccio
    indio

  4. vlad1971
    19 Aprile 2008 a 11:21 | #4

    spettacolo….

    ciao

  5. 20 Aprile 2008 a 16:35 | #5

    Concordo con Vlad, la parola spettacolo è l’unica che mi viene da esclamare dopo aver letto il tuo post…

    p.s. Non avevo nessun dubbio sulle preferenze di Hunter riguardo al discorso dei “Cani e Gatti”.

    Abbracci e carezze per te.

  6. 20 Aprile 2008 a 22:05 | #6

    Minuzioso racconto, che percorre un cuore privo del cibo più ambito.Il graffio forse è l’unica sferzata di violenza alternativa.

  7. 23 Aprile 2008 a 23:58 | #7

    Amore con il replicante di Blade Runner.
    Queste cyborg non dovrebbero essere male, a quanto leggo. Ciao.

  8. 13 Maggio 2008 a 16:14 | #8

    Ciao Pen!!!!!

    Non ti leggevo attentamente da un po’ anke se ti ho tenuta d’okkio.

    Complimentissimi!!!!

    Io amo sempre SHADOW!

    Baci,Moecha

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